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Vasi sanguigni artificiali per la cardiochirurgia

 

 

 

 

 

 

 

 


Nella città siberiana di Kemerovo i ricercatori hanno realizzato dei vasi sanguigni artificiali. La novità dell’invenzione è costituita dalla capacità del vaso, una volta impiantato nell’organismo, di far crescere intorno a sé nuovi vasi sanguigni per poi dissolversi.

A uno dei pazienti di un Centro cardiologico locale è stato effettuato per due volte un bypass cardiaco. Dieci anni fa il vaso aggiuntivo lo avevano preso dalle braccia. Tre anni fa da un’arteria femorale. Il medico curante sostiene che tra qualche tempo il paziente dovrà sottoporsi a un altro intervento. Ma ora non saprebbero da dove prendere il materiale per il bypass. I chirurghi si imbattono spesso in casi del genere, nei quali gli interventi si ripetono, ma non ci sono più le riserve nell’organismo.

Con l’aiuto dei nuovi vasi sanguigni artificiali sperano di risolvere il problema. Nel centro di ricerca del reparto cardiologico di Kemerovo i ricercatori hanno realizzato una tecnologia unica di produzione di protesi polimeriche per la distribuzione del sangue.

I vasi per operazioni di bypass vengono costruiti in tal modo: la soluzione di un particolare polimero sotto l’influsso del campo elettrico si divide in filamenti ultrasottili, spiega il direttore del Centro di ricerca del reparto di clinica sperimentale del Centro cardiologico di Kemerovo Larisa Antonova:

Questi microfilamenti finiscono in un collettore speciale che gli fornisce la struttura definitiva, con la quale in futuro si potrà lavorare.

La nuova tecnologia russa permette di costruire vasi polimerici futuri perfettamente lisci e allo stesso tempo porosi. Al microscopio elettronico la disposizione delle fibre è visibile fino al più piccolo dettaglio. La dimensione dei pori tra le microfibre è di 30 micron, ovvero dello spessore di un capello umano.

Proprio tra questi piccolissimi pori i ricercatori innestano le cellule dei pazienti. In tale forma l’impianto viene suturato all’organismo. Questi fungono da carcassa nella quale gradualmente crescono nuove cellule. Le proprietà del polimero sono tali per cui, una volta sviluppatosi il vaso sanguigno, nel giro di tre anni si dissolve nell’organismo. I ricercatori ritengono che in cardiochirurgia tali vasi saranno molto richiesti. Gli esperimenti sugli animali mostrano che la protesi funziona normalmente nell’organismo animale. Tra due anni i medici proveranno questi vasi artificiali sull’uomo, mentre nel 2017 saranno forniti ai cardiochirurghi nuovi vasi artificiali per bypass.

 

 

Pubblicato da: Dr. Mauro Di Marino

 


 

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