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Cardiologia

DALLA RESINCRONIZZAZIONE AL RIMODELLAMENTO VENTRICOLARE PASSANDO ATTRAVERSO UN VORTICE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A Cura : Tecnico Domenico Ferraro

 

Autori:

Dott.A.R.Martinello ,P.Caso ,G.Pedrizzetti ,V.Bianchi ,A.D’Onofrio ,G.Tonti

A.O. Monaldi ,Napoli, Università di  Trieste, Trieste, “G. d'Annunzio” Università di Chieti.


La Cardiologia Ospedaliera Monaldiana è pronta ad una ennesima sfida culturale, con l’intento di migliorare la gestione dei pz affetti da grave scompenso cardiaco e blocco di branca sn (BBsn), candidabili all’impianto combinato di un defibrillatore e di un pmk biventricolare (CRT), come bridge al trapianto cardiaco, o per essere esclusi dalla lista di attesa, grazie ad un rimodellamento volumetrico favorevole.

La sfida culturale consisterà nello studiare la fluidodinamica cardiaca,  grazie ad un nuovo approccio ecocardiografico che si avvale dell’ecocontrasto (che visualizza i vortici), e di un sofisticato software in grado di agganciare, in post processing, la scia dei vortici creatisi nei cuori più compromessi, ed analizzare il tipo di interazione tra la parete e il flusso ematico.

 


Tale  approccio permetterà di selezionare, con maggiore accuratezza, i candidati alla CRT, riducendo così la spesa sanitaria, favorendo l’incremento della frazione di eiezione del cuore dopo l’impianto, ottimizzando le spinte pressorie che regolano i flussi intracardiaci, con la variazione dei tempi di attivazione tra i tre  elettrocateteri impiantati.   Tale progetto, ispirato dal valore incrementale del  contributo della dinamica dei fluidi nell’ambito delle scienze biomediche, settore che sta acquisendo un crescente interesse da parte della comunità scientifica, ha avuto origine da un seminario avvenuto nel mese di ottobre 2013, presso la biblioteca dell’A.O.Monaldi, sulla fluidodinamica cardiaca, organizzato dal dott. Pio Caso e dal dott. Martiniello, e che ha visto come relatori il prof. Pedrizzetti dell’Universi

tà di Trieste, e il cardiologo dott. Tonti , ritenuti i massimi esperti della tematica in campo internazionale. 

 

Dalle relazioni degli esperti è emerso che il cuore è una pompa finalizzata al moto del sangue, e  che la diagnostica è ancora principalmente basata sulla dinamica dei tessuti in quanto le proprietà del flusso all’interno del ventricolo sinistro sono poco note e difficilmente visualizzabili dalle immagini cliniche.  Vi è una crescente evidenza che il flusso all’interno del ventricolo sinistro giochi un ruolo fondamentale nella funzione cardiaca e nel progredire

delle patologie.  E’ stato sottolineato dal prof. Pedrizzetti che “il riempimento diastolico della camera ventricolare sn  rappresenta un passaggio molto critico nella funzione cardiaca, con fenomeni fluidodinamici molto intensi. In pratica, il getto si sviluppa in maniera impulsiva, raggiungendo in pochi centesimi di secondo velocità superiori al metro al secondo per entrare in una cavità lunga pochi centimetri.

 

Raggiunge quindi molto rapidamente le pareti ventricolari e, altrettanto rapidamente, deve invertire la direzione del moto di 180° per re-indirizzarsi verso l’uscita nell’arteria aorta dove sfocerà con una stessa alta velocità. Il getto diastolico dà immediatamente origine ad una struttura vorticosa che si sviluppa all’interno della cavità, in quanto l’orifizio mitralico è leggermente disassato rispetto all’ideale asse ventricolare ,  la cui dinamica  dipende da vari fattori fisiologici e pato-fisiologici, come la presenza di pareti discinetiche, quali causate da ischemia o infarto, o dissincrone per la presenza di BBsn, che inducono profondi mutamenti del moto fluido intraventricolare”

 

 

Dal successivo dibattito, a cui hanno partecipato, come discussant, gli elettrofisiologi  dott. Bianchi e  dott. D’Onofrio,  è nato il proposito  di stilare il protocollo di studio VORTEX-HF , approvato dal comitato etico dell’Azienda “Ospedali dei Colli” di Napoli, che si proporrà  di dimostrare, durante i normali controlli previsti per la miglior settazione del Pacemaker,  come la dinamica alterata dei vortici intracardiaci moduli il progressivo rimodellamento del ventricolo sn verso la dilatazione e lo scompenso cardiaco, mediante lo studio, in acuto, degli effetti dello spegnimento per pochi minuti, e della successiva riattivazione elettroindotta del pmk biventricolare, sui  gradienti pressori esistenti nel ventricolo sn di pz, già sottoposti alla CRT, considerati nel follow up responders o non responders alla terapia elettrica dello scompenso cardiaco avanzato e refrattario alla terapia medica.   Sarà un’occasione importante per confermare il ruolo pionieristico della Cardiologia Ospedaliera Monaldiana nell’utilizzo dell’innovazione tecnologica  al servizio dei pz cardiopatici. 

 

Nel soggetto normale il vortice si forma sotto il lembo anteriore durante la protodiastole,  e poi durante la telediastole. Quindi è al suo max (sia come dimensione sia come intensità) in diastasi e poi in fase di contrazione isovolumetrica, con shape ellittico e asimmetrico, ruotando in senso orario in 3 camere apicale.  Nel pz affetto da cardiomiopatia dilatativa e blocco di branca sn (CMD-BBSN),   il tipico pattern flussimetrico rivela un vortice con shape più circolare, simmetrico, e persistente che è alimentato durante la diastole e indebolito come intensità nel moto, durante la sistole, con prolungata stagnazione vicino all’apice,  ruotando in senso orario in 3 camere apicale.

 

 

 

 

di: TSRM Dr.Domenico Ferraro

 

Pubblicato da: TSRM Dr.Domenico Ferraro

 


 

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