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Cardiologi: diminuire le radiazioni X !

 

 

 

 

 

 

 

Cardiologi diminuire le radiazioni X

 

 

 

Recenti indagini mostrano che l’irradiazione di raggi X durante l’imaging cardiologico ammonta a un equivalente di oltre cinquanta esami toracici per persona/anno.

Un documento della Società Europea di Cardiologia (ESC, Sophia Antipolis, France-www.escardio.org) pone l’accento per la prima volta sui rischi derivanti dalle dosi menzionate. Gli studi sono stati pubblicati il 9 gennaio 2014 sull’European Heart Journal.

L’autore principale dott. Eugenio Picano, membro della Società Europea di Cardiologia (FESC), dice: ” Oggi in veri radiologi sono gli attuali cardiologi”. “La cardiologia pesa per il 40% del globale di dose di raggi X assorbiti, il che equivale a quella di più di cinquanta esami per torace/persona/anno”. “Sfortunatamente non tutti i cardiologi e i loro pazienti sono a conoscenza dei rischi creati dai raggi X, e tale stato fa sorgere un potenziale di danni indesiderati, i cui effetti potrebbero presentarsi decenni dopo sotto forma di tumori”. ”Occorre che tutta la comunità dei cardiologi agisca al fine di minimizzare il fuoco amico delle radiazioni nelle nostre sale per imaging”.

 

E’ la prima volta che viene pubblicato un documento che espone la lista delle dosi e i relativi rischi per le più comuni indagini cardiologiche. Le TAC, gli interventi coronarici percutanei (PCI), l’elettrofisiologia cardiaca e l’imaging cardiaco nucleare, danno dosi medie equivalenti a 750 schermate radiografiche del torace (con ampie variazioni da 100 a 2000 raggi-X toracici) a ogni esame.

Gli esami sono effettuati giornalmente in tutte le cardiologie e i reparti diagnostici, normalmente con più di una procedura per ogni ammissione paziente: sono impiegati in ogni forma di malattia cardiaca, dai congeniti al collasso cardiaco, ma in modo intensivo e più frequente per l’ischemia cardiaca.

In Europa gli interventi percutanei per la dilatazione delle stenosi coronariche assommano a circa un milione l’anno. I rischi sono 1,38 volte maggiori nelle donne e quattro volte tanto nei bambini; per questi ultimi la ragione risiede nel fatto che le loro cellule si dividono più rapidamente ed hanno più anni di vita, nei quali può apparire un tumore.

 

Il dottor Picano esplicita: ” Anche nei centri migliori ed anche quando il reddito del medico non è funzione del numero di esami eseguiti, dal 30 al 50% degli esami sono parzialmente, o totalmente, impropri o non in conformità con le raccomandazioni della specialità”. “E quando gli esami sono invece propri, la dose, spesso, non è controllata sistematicamente e perciò non è ottimizzata, e ha valori che sono da due a molte volte maggiori della dose di

riferimento dovuta”

L’obiettivo dello studio erano la riduzione dell’inaccettabile quota di esami impropri e la diminuzione delle dosi grazie ad esami più appropriati. Il dottor Picano dice: “In questi duri frangenti economici, il 50% degli esami costosi e rischiosi che vengono da noi realizzati sono eseguiti su indicazioni inappropriate”. “Le maggiori priorità politiche dovrebbero essere il controllo e l’abolizione degli esami inutili e pericolosi ”. “Si potrebbero ottenere interessanti riduzioni di dose operando in collaborazione con l’industria; molti produttori stanno oggi combattendo con successo una ‘guerra delle dosi’ e quelli che svilupperanno meglio le vie per la loro riduzione, saranno i vincitori della futura competizione globale”.

 

“La sostenibilità radiologica sta divenendo un vantaggio competitivo di marketing”.

Il documento dice che i pazienti, prima dell’esame, dovrebbero ricevere per iscritto il valore stimato della dose prevista e, per loro richiesta dopo la procedura, il dato della dose effettiva. Quanto sopra potrebbe diventare un requisito di legge con una Direttiva Europea basata sulla Legge 97/43 Euratom, ma l’attuazione della legge è ritardata da difficoltà sia tecniche sia pratiche.

Il dottor Picano aggiunge: “I pazienti si possono proteggere non auto-prescrivendosi esami con scansioni come quelle promosse da campagne pubblicitarie irresponsabili ”. ”Inoltre, prima di ogni esame, essi dovrebbero chiedere al medico il valore probabile della dose che assorbiranno durante quell’esame”. Dopo l’esame, dovrebbero ricevere un rapporto scritto che dia il valore della dose ricevuta, che potrebbe differire di un fattore da uno a dieci dalla dose teorica di riferimento. I pazienti e i medici intelligenti non possono essere spaventati dall’irraggiamento, essenziale e spesso salvavita. Devono invece temere molto le negligenze o le non attenzioni per le radiazioni. “Questo documento, con la maggior diffusione della conoscenza sulla presenza e sull’entità delle radiazioni, contribuirà a rendere più sicuri le sale e i reparti di cardiologia per i pazienti e i medici.”

Il prof. Patrizio Lancellotti, FESC e presidente dell’associazione Europea di Imaging Cardiovascolare (EACVI) dice: “ Il tema delle radiazioni è stato portato prima all’attenzione della comunità internazionale e ora è giusto e utile che l’ESC produca questo documento.”

 

 

 

 

 

Pubblicato da: Dr. Mauro Di Marino

 


 

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