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Cardiologia

La sindrome di TAKO-TSUBO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DEFINIZIONE
La sindrome di Tako-Tsubo è una sindrome cardiaca acuta caratterizzata da sintomi e alterazioni elettrocardiografiche del tutto simili a quelli di un infarto acuto del miocardio, rilascio in piccole quantità di enzimi cardiaci ma coronarie indenni all'esame angiografico.



TAKO-TSUBO

Descritta per la prima volta da autori giapponesi nel 1991, questa sindrome prende il nome da una “trappola per polpi” (tako= polipo,tsubo=cestello) usata un tempo in Giappone, il cui aspetto
ricorda quello assunto dal ventricolo sinistro in questa patologia all'esame ecog
rafico e ancor più ventricolografico.

 

 

 


EPIDEMIOLOGIA
● La prevalenza si aggira dallo 0,7% al 2,5% dei soggetti che presenta noi sintomi di una sindrome coronarica acuta
● Circa il 90% dei cari riguarda il sesso femminile, principalmente in età post-menopausale
● I pazienti colpiti spesso hanno un profilo di rischio cardiovascolare basso (come dimostra l'assenza di stenosi a livello coronarico)
● La comorbilità più frequente è con l'ipertensione arteriosa


TAKO-TSUBO: CLINICA
● La sintomatologia piùcomune è rappresentata dal dolore toracico anteriore e dalla dispnea.
● Possibili manifestazioni sono anche la sincope, le palpitazioni e l' ipotensione.


TAKO-TSUBO: QUADRO ELETTROCARDIOGRA
FICO

 

 

● Frequentemente si trova sovraslivellamento del tratto ST (lesione)
● Possibili sono le onde T negative (ischemia)
● L'evoluzione elettrocardiografica può essere Q o più frequentemente non Q


TAKO-TSUBO: LABORATORIO
● Gli indici di miocardiocito necrosi (troponina, mioglobina, CPK) sono elevati, anche se non in maniera particolarmente rilevante.


TAKO-TSUBO: ECOCARDIOGRAFIA


 

 

● Essenziale per la diagnosi è l'esame ecocardiocolordoppler che mostra una estesa acinesia delle porzioni medio-apicali del ventricolo sinistro associate a una ipercontrattilità compensatoria dei segmenti basali.
● Le porzioni medio apicali assumono un aspetto aneurismatico (ballooning)

● È spesso presente anche una marcata riduzione della funzione del ventricolo sinistro (frazione di eiezione 20-49% in media)


TAKO-TSUBO: CORONAROGRAFIA
● Per definizione l'albero coronarico risulta privo di stenosi significative

 



CRITERI DIAGNOSTICI DELLA SINDROME DI TAKOTSUBO
● Acinesia o discinesia transitoria dell'apice ventricolare sinistro con esclusione dei segmenti basali
● Assenza di malattia coronarica critica o rottura di placca preesistente
● Alterazioni ECG compatibili con SCA (Sindrome Coronarica Acuta)
● Assenza di recenti traumi, feocromocitoma, emorragia subaracnoidea, cardiomiopatia ipertrofica


RUOLO DEGLI STRESS
● In una alta percentuale di casi la sindrome di Takotsubo è preceduta da eventi stressanti emotivi (p.es lutti), o, più raramente, fisici (p.es attacchi asmatici, polmoniti etc)
● Per questo motivo è stata anche definita “broken heart syndrome”
● Ancora l'esatta fisiopatologia della sindrome non è stata chiarita
● Sembra che le catecolamine giochino un ruolo centrale in questa sindrome (75% dei pazienti presentano un aumento dei livelli di noradrenalina). Interessante l'osservazione che nei pz con feocromocitoma siano descritti aspetti ecocardiografici tipo ballooning.
● Molto probabile è anche il ruolo di uno spasmo del microcircolo coronarico nell'etiopatogenesi della sindrome, fenomeno reversibile che spiegherebbe perché nell'80% dei pazienti non permangano danni al miocardio


PROGNOSI
● La prognosi è generalmente favorevole con una mortalità circa del 1,1-1,7%. La disfunzione ventricolare tende a regredire nel giro di alcune settimane (a differenza dell'IMA)
● Le complicanze (insufficienca cardiaca sinistra, pericardite acuta, aritmie ventricolari, formazioni di trombi intramurali etc) interessano circa il 20% dei casi
● Non esiste una terapia specifica.


CONCLUSIONI
● La sindrome di Tako-tsubo è una patologia complessivamente rara che solo di recente è stata riconosciuta
● Il medico deve sospettarla soprattutto in donne di età postmenopausale con recenti eventi stressanti
● La sua diagnosi è necessariamente di esclusione ed è importante che venga fatta correttamente perché la terapia da instaurare non è sovrapponibile a quella dell'IMA


RIASSUNTO
La cardiomiopatia di Takotsubo (CT) è una sindrome cardiaca acuta, identificata di recente, che simula l'infarto miocardico. È caratterizzata da sintomi toracici ischemici, tratto ST elevato all'elettrocardiogramma e elevazione (medio-alta) degli enzimi cardiaci e dei biomarcatori. La sindrome è stata riconosciuta inizialmente nella popolazione Giapponese ed è stata recentemente descritta negli Stati Uniti e in Europa. Si presenta di solito nelle donne in menopausa, di 55-75 anni, ed ha un'incidenza nella popolazione generale di 1/36.000. I pazienti presentano in genere dolori toracici simil-ischemici o dispnea, tratto ST elevato e intervallo QT allungato all'elettrocardiogramma, un aumento lieve-moderato degli enzimi cardiaci e dei biomarcatori e un rigonfiamento transitorio `a pallone' dell'apice del ventricolo sinistro e della porzione media del ventricolo. A differenza delle sindromi arteriose coronariche acute (ACS), i pazienti affetti da CT non presentano malattie arteriose coronariche non ostruttive o non vengono riconosciuti con l'angiografia. Le complicazioni più comuni sono lo shock cardiogeno e l'occlusione del tratto di efflusso del ventricolo sinistro, l'ictus e la formazione di un trombo atipico. Sebbene la causa esatta non sia nota, la sindrome si aggrava di solito con lo stress fisico ed emotivo secondario a malattie non cardiache e ad interventi chirurgici. La diagnosi viene effettuata con l'arteriografia coronarica, la ventricolografia sinistra e l'ecocardiografia. La diagnosi differenziale si pone con le ACS e altri tipi di disfunzione ventricolare transitoria. I pazienti devono essere monitorati e ospedalizzati, se presentano aritmie ventricolari, insufficienza cardiaca e complicazioni meccaniche. La presa in carico consiste in una terapia sintomatica e di supporto, che deve basarsi sulla somministrazione di farmaci beta-bloccanti, inibitori dell'enzima angiotensina-convertasi, aspirina e diuretici. Se vengono instaurate misure adeguate nella fase acuta della malattia, in poche settimane è possibile ottenere un recupero completo. Anche se l'evoluzione di regola non causa problemi, può occasionalmente essere complicata dalla rottura del ventricolo sinistro, che è causa di morte improvvisa.

 

 

di: giornale di cardiolgia

 

Pubblicato da: Dr. Mauro Di Marino

 


 

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