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Cardiologia

La cardioversione elettrica

 

 


Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/cardioversione.htm

 

La cardioversione è una procedura medica che si esegue in presenza di una aritmia, al fine di ripristinare il normale ritmo cardiaco.

L'interruzione di alcuni tipi di aritmia può avvenire spontaneamente, entro poche ore dall'insorgenza; in tal caso si parla di cardioversione spontanea.

Se ciò non avviene, le procedure con cui si tenta il ripristino del ritmo sinusale sono:

  • somministrazione di farmaci (cardioversione farmacologica)
  • erogazione di impulsi elettrici (cardioversione elettrica)

 

Cardioversione farmacologica

Questo procedimento comporta una relativa latenza di effetto, cioè prevede che tra la somministrazione del farmaco e la scomparsa dell'aritmia intercorra un certo periodo di tempo.

Pertanto viene riservato alle aritmie ben tollerate, o per la benignità dell'aritmia stessa, o per le buone condizioni fisiche del paziente.

Il farmaco può essere somministrato per via orale o per iniezione endovenosa, secondo dosaggi prestabiliti.

La scelta del farmaco viene fatta in funzione del meccanismo che sostiene l'aritmia.

 

Cardioversione elettrica

Si distingue in:
- Esterna o transtoracica se eseguita con elettrodi posti sulla superficie toracica del paziente.
- Transesofagea se eseguita con almeno un catetere posto in esofago.
- Interna o endocavitaria se eseguita con elettrocateteri posizionati all’interno delle camere cardiache per via transvenosa.

 

Se l'aritmia è pericolosa per la vita o produce una grave compromissione emodinamica (cioè determina un significativo indebolimento della funzione di pompa del cuore), si preferisce ricorrere all'applicazione di uno stimolo elettrico, in quanto l'effetto sul ripristino del ritmo sinusale è immediato.

Al cuore possono essere applicati stimoli elettrici ripetitivi, sotto forma di sequenze programmate: in tal caso si ricorre a defibrillatori cardiaci impiantabili. Oppure, se l'aritmia necessita di una scarica elettrica singola, si parla di cardioversione con shock. Nella pratica comune, la scarica elettrica può venire applicata in modo sincronizzato con l'attività ventricolare del paziente, come ad esempio per la fibrillazione atriale (in questo caso, poiché si tratta di pazienti coscienti, la procedura viene eseguita in anestesia generale) oppure in modo non sincronizzato (in casi di emergenza, come la fibrillazione ventricolare con paziente incosciente): in tal caso si parla di defibrillazione.

 

Differenza tra cardioversione e defibrillazione

Defibrillazione e cardioversione elettrica, pur basandosi sullo stesso principio di funzionamento, presentano delle differenze sostanziali, perciò non è propriamente corretto considerarle la medesima cosa.
La defibrillazione è una procedura medica messa in pratica soprattutto nelle emergenze, in cui la vita del paziente è in grave pericolo. Tali situazioni sono, per esempio, la fibrillazione ventricolare o la tachicardia ventricolare senza polso, le quali insorgono ed evolvono in maniera molto rapida fino a provocare un arresto del cuore (arresto cardiaco).
La defibrillazione, pertanto, non è un intervento pianificato, come lo è invece la cardioversione.
Anche dal punto di vista delle scariche elettriche c'è differenza: gli shock, infatti, sono molto più forti rispetto a quelli della cardioversione elettrica, in quanto l'energia trasmessa serve a far ripartire il cuore, non a sistemarne il ritmo.

 

Come si esegue?
La cardioversione elettrica richiede l'anestesia generale.
Le scariche elettriche vengono emesse dal  defibrillatore, il quale è collegato al paziente tramite degli elettrodi, applicati sul torace (o anche sulla schiena).

L'intensità degli shock è a discrezione del medico e dipende dal disturbo che affligge il paziente.

Transotoracica:

La Transtoracica o esterna è quella in cui lo shock elettrico è trasmesso al cuore grazie a piastre metalliche applicate manualmente dall’operatore o a placche adesive poste sulla cute del torace.
Tale procedura è indicata per il trattamento della fibrillazione atriale (FA), del flutter atriale, delle tachicardie parossistiche sopraventricolari (TPSV) e delle tachicardie ventricolari (TV).
Lo shock è sincronizzata sull’apice dell’onda R del complesso QRS dell’elettrocardiogramma, lontano dall’ onda T e quindi dal cosiddetto periodo vulnerabile, quell’ intervallo del ciclo cardiaco in cui il cuore, soprattutto se sofferente, è particolarmente esposto alla fibrillazione ventricolare, un’aritmia ad evoluzione inevitabilmente letale se non interrotta con DC shock.

Le piastre metalliche completamente ricoperte da gel elettroconduttivo o le placche adesive pregelificate devono essere posizionate in posizione antero-laterale (margine sternale superiore destro e apice cardiaco) o in posizione antero-posteriore (emitorace anteriore destro e regione sottoscapolare sinistra).

 


L'intensità degli shock è a discrezione del medico e dipende dal disturbo che affligge il paziente. Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/cardioversione.html


Importante:

Prima dell'intervento di cardioversione, ci sono alcuni accertamenti diagnostici, a cui sottoporsi, e determinate precauzioni da prendere.

Gli accertamenti diagnostici. Il più importante è, senza dubbio, il cosiddetto ecocardiogramma transesofageo, il quale si effettua per "scovare" eventuali coaguli sanguigni all'interno del cuore. La procedura d'esame prevede l'uso di una sonda ecografica, che, applicata a un'estremità di un tubicino flessibile (un catetere), viene infilata in bocca e calata fino all'esofago. Una volta posizionata nel punto adeguato, la sonda proietta, su un monitor, delle immagini chiare del cuore e della sua anatomia interna.
In aggiunta all'ecocardiogramma transesofageo, vengono eseguiti, poi, tutti quegli esami diagnostici di routine pre-intervento (analisi della pressione sanguigna, esami del sangue ecc).
Le precauzione pre-intervento.

Prima della procedura, bisogna astenersi dal mangiare e dal bere per almeno 6/12 ore, in quanto è prevista l'anestesia generale. Se il paziente sta assumendo dei farmaci, è bene che lo riferisca al medico e chieda consigli sul da farsi.

 


Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/cardioversione.html

La sedazione:

L'anestesia generale prevede l'uso di anestetici e antidolorifici, che rendono il paziente incosciente e insensibile al dolore.
La somministrazione di questi farmaci, effettuata per via endovenosa, avviene prima e per tutta la durata della procedura.
A cardioversione conclusa, infatti, si cessa il trattamento farmacologico per consentire al paziente di riprendere i sensi.

Alcuni anestetici (per esempio, la lidocaina) hanno una doppia funzione, analgesica e antiaritmica.

Pertanto, vengono somministrati con un duplice intento: anestetizzare il paziente e favorire la ripresa della normale attività cardiaca.


Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/cardioversione.html

 


Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/cardioversione.html

 

 

 

Pubblicato da: Dr. Mauro Di Marino

 


 

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