titlehomebchi siamobarticolibespertibchiedibnetworkbcontattob
community
banda
 

Cerca tra:  articoli  domande  

Ricerca avanzata 

 

 

 

Sei in: Area divulgativa/Ricerca

 

Ricerca

Coronavirus: quando il primo allarme viene dal cuore

Aumentano le segnalazione di pazienti affetti da COVID-19 con problemi di tipo cardiologico

 

 

 

 

 

In queste settimane di grande emergenza nazionale e di intenso lavoro in corsia, abbiamo imparato che SARS-CoV-2, il virus responsabile di COVID-19, può causare danni anche al cuore e ad altri distretti dell’apparato cardiovascolare. In alcuni casi, i sintomi cardiologici possono anche essere la prima ed unica manifestazione del coronavirus. Nessun allarme, tuttavia è utile non sottovalutare questo aspetto per riconoscere prontamente questi sintomi e poter assicurare a quanti pazienti il trattamento più adeguato.

 

I possibili sintomi cardiologici del coronavirus

Fin dall’inizio di questa epidemia abbiamo osservato come non tutti i pazienti positivi per SARS-CoV-2 presentassero la “classica” sintomatologia da COVID-19 che ormai tutti ben conosciamo: tosse, febbre, stanchezza e difficoltà respiratorie. Alcuni manifestavano disturbi gastrointestinali, altri sperimentavano solo la perdita dell’olfatto o del gusto. Molto poco si è parlato, però, del coinvolgimento del cuore in questi pazienti.

Non infrequentemente infatti, alcuni pazienti positivi si presentano in pronto soccorso con palpitazioni e tachicardia (battito accelerato)senso di oppressione al torace o dolore alla bocca dello stomacosensazione di svenimento fino alla sincope (caduta a terra).

Questi disturbi sono causati da aritmie (extrasistoli, fibrillazione atriale etc), problemi alle coronarie (infarto miocardico acuto), dalla scarsa capacità del cuore di pompare il sangue (scompenso cardiaco acuto) e dall’ infiammazione del cuore (miocardite e pericardite). Queste osservazioni, confermano quanto già pubblicato da alcuni colleghi della città di Wuhan, che in maniera indipendente, hanno riportato dati sul coinvolgimento del cuore nel corso di questa malattia. Nello specifico, i disturbi cardiaci si manifestano con un danno acuto del muscolo cardiaco nel 15-20% dei casi, con aritmie più o meno gravi nel 15% e con insufficienza cardiaca fino al 20% dei casi.

 

Possibili meccanismi di danno al cuore da parte di SARS-CoV-2

Allo stato attuale non conosciamo il reale meccanismo attraverso il quale il virus colpisca il cuore. In alcuni casi, potrebbe trattarsi prevalentemente di un danno diretto del virus a livello delle cellule cardiache, mentre in altri potrebbe essere la conseguenza della grave infezione che colpisce il polmone. Quando i polmoni non funzionano adeguatamente a causa della malattia, infatti, meno ossigeno arriva a tutti gli altri organi, compreso il cuore. Queste sono le condizioni che possono determinare una grave ischemia cardiaca (mancanza di ossigeno alle cellule) e successivamente causare una morte delle cellule cardiache. Sappiamo ancora che il coronavirus, può infettare oltre che polmone ed il cuore anche altri organi quali: esofago, reni, intestino, vasi arteriosi e venosi. Perché accade questo? Questi organi sono accomunati dal fatto che le loro cellule presentano in superficie il recettore ACE2, considerato una sorta di “porta di ingresso” per il virus nelle nostre cellule. Nello specifico, in alcuni pazienti il coronavirus può determinare un danno diretto delle cellule del cuore (cellule miocardiche), e così come avviene per altre forme di infezioni virali causare una infiammazione del cuore (la cosiddetta miocardite virale). In merito a questo, nei giorni scorsi sono stati pubblicati alcuni casi di pazienti COVID-19 affetti da miocardite acuta, alcuni dei quali anche giovani, come il caso da noi descritto, la gran parte dei quali con esito favorevole. Ma non finisce qui. Questa infezione, e la grande risposta immunologica che ne consegue (una vera e propria tempesta infiammatoria), sarebbe anche causa di un eccesso di coagulazione del sangue. Con quali conseguenze? L’incremento della formazione di “grumi” di sangue, che causano episodi di trombosi a carico delle arterie del cuore, dei polmoni ed a livello dei vasi arteriosi e venosi del nostro corpo

Pertanto, in questo particolare periodo bisogna prestare attenzione anche ai possibili sintomi cardiologici con cui potrebbe manifestarsi il virus. Stiamo imparando, quindi, che la malattia da COVID 19 costituisce una realtà molto più complessa di quello che si pensava all’inizio. Questo è molto importante perché le continue acquisizioni scientifiche ci permettono di curare al meglio e sempre più tempestivamente i malati. Il possibile interessamento cardiaco da parte del virus non deve creare allarmi, piuttosto deve aiutare i pazienti a non prendere sottogamba alcuni “campanelli d’allarme”.

È una battaglia dura quella al coronavirus, ma il continuo progresso scientifico, il contributo dei medici sul campo, nonché la forza e la tenacia di tutti noi nel rispettare le regole, ci porterà alla vittoria finale.

 

di: Medicalfacts

 

Pubblicato da: Dr. Mauro Di Marino

 


 

Altri articoli per Ricerca

 

 

 
titolo
title
img

 

Hai dei dubbi?

Hai bisogno di informazioni o chiarimenti in materia di cuore o circolazione?

 

Domandalo ai nostri esperti!

 

button

 

close

 

 

title

 

01.10.2020

Insufficienza mitralica severa

Esperto: Dr. Michelangelo Scardone

 

02.09.2020

Stenosi aortica grave

Esperto: Dr. Michelangelo Scardone

 

19.06.2020

Compatibilità valvola meccanica con RM

Esperto: Dr.Stefano Benussi

 

24.05.2020

ernia allo stomaco

Esperto: Dr. Michelangelo Scardone

 

20.05.2020

Fistola coronarica circonflessa

Esperto: Prof.Michele De Bonis

 

border

 

 

banda

banda

banda

 

 

 

 

copyright © 2013 Tutti i diritti riservati - CARDIOPEOPLE.COM 86100 Campobasso    

Condizioni d'uso, Cookie e Privacy Policy