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Chirurgia

Dolore agli arti inferiori

 

 

 

 


Le patologie dolorose a carico degli arti inferiori possono avere diverse motivazioni: è quindi importante capire se siano di natura ortopedica, vascolare e/o neurologica.
Per evidenziare le cause di tali patologie sarà quindi necessario eseguire un ECO doppler o, escluse patologie vascolari ulteriori accertamenti di natura ortopedica ( TAC, RMN ) e neurologia ( elettromiografia ). In questo articolo naturalmente ci focalizzeremo su quelli di natura vascolare.

I dolori causati da patologie vascolari vengono chiamati " insufficienza vascolare a carico degli arti inferiori " o IVAI: con ciò si intende una patologia ostruttiva delle arterie localizzata nei distretti arteriosi a valle

delle arterie renali, che comportano indipendentemente dalla loro natura una riduzione di flusso a carico delle gambe.

 


 

Secondo quanto esposto da Fontaine ( il chirurgo che le ha per primo classificate ), tali arteriopatie si dividono in quattro stadi:

I stadio:
spesso asintomatico, il paziente riferisce piedi freddi ed al massimo piccole lesioni a carico delle dita del piede che stentano a guarire.

 

II stadio:
quello sicuramente più importante, caratterizzato dalla claudicatio intermittens: con questo termine si intende la comparsa di dolori crampiformi a carico dei muscoli dei polpacci durante la deambulazione. tale patologia dolorosa è dovuta al ridotto apporto di sangue durante l'esercizio della deambulazione, probabilmente dovuta a una stenosi ( riduzione del diametro del vaso arterioso ) a livello iliaco-femoro-popliteo.

 

III stadio:
il terzo stadio è quello del dolore " a riposo", che impedisce il sonno: tale sintomatologia generalmente al principio fa sì che il paziente tenda a tenere l'arto fuori dal letto, perchè possa usufruire del sangue venoso; il che porta ad un edema dell'arto, di difficile cura perchè tale postura durante il sonno "modifica" i parametri ottimali della circolazione;

 

IV stadio:
il quarto stadio è caratterizzato da lesioni trofiche , dette volgarmente " cancrene" o " gangrene": quando il sangue non riesce a raggiungere in maniera sufficiente una parte del corpo, questa va in necrosi diventando inutilizzabile. L'arto affetto da tale patologia si evidenzia per il cambio di colore ( dal roseo si va al blu scuro e, infine, al nero ) e naturalmente un forte dolore. Arrivati all'ultimo stadio di cancrena, la patologia risulta incurabile se non tramite asportazione ( che raccomando essere tempestiva, in quanto la patologia è soggetta ad estensione ).

Una volta accertata la natura vascolare e il grado di avanzamento della malattia, si possono effettuare molteplici terapie, qui elencate:

- per i primi stadi può essere sufficiente una terapia medica ( tramite farmaci vasodilatatori );

- un esame angiografico in anestesia locale ( spesso attuato nel caso di fallimento della terapia medica ): esso mostra una immagine fotografica del tratto arterioso, permettendo una diagnosi molto più accurata di quella fatta con una semplice visita;

 

- applicazione chirurgica di uno Stent: si tratta di un dilatatore endoarterioso che " forza" l'arteria a rimanere pervia, consentendo al sangue di fluire. QUesta è la soluzione più comune, in quanto rapida e indolore: l'intervento viene eseguito in Day hospital ed in anestesia locale.

 

 

 

 

 

 

- Applicazione chirurgica di un Bypass, ossia di una " arteria artificiale" , che consente di aggirare la stenosi, rivascolarizzando così la zona a valle. Questa soluzione viene applicata nei casi in cui un comune stent non sia applicabile.

 

Nei casi in cui non sia possibile ristabilire la vascolarizzazione di un arto ( cancrena ), si va purtroppo incontro all'amputazione della parte non irrorata per evitare che la zona si estenda: per questo il consiglio è, nei casi di dolore, edema e fastidio a carico degli arti inferiori, di rivolgersi tempestivamente ad uno specialista; spesso infatti la prevenzione rende molto più semplice la cura.

 

 

 

Pubblicato da: Dr. Piero Modugno

 


 

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