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Cardiologia

Arresto cardiaco e defibrillatore esterno

 

 

 

 

 

Che cos’è l’arresto cardiaco?

 



 
L’arresto cardiaco colpisce chiunque, senza preavviso, senza tener conto di età, sesso, razza o condizione sociale. Ogni anno una persona su mille viene colpita dalla cosiddetta morte cardiaca improvvisa, considerando la popolazione italiana si tratta di circa 60.000 casi all’anno, cioè circa 150 persone ogni giorno, una ogni 9 minuti; attualmente solo il 2% viene salvato, a causa anche dei pochi defibrillatori presenti in ogni luogo. L’evento che causa l’arresto cardiaco improvviso è nell’85% dei casi la fibrillazione ventricolare (FV): la fibrillazione ventricolare è risolvibile solo con la somministrazione di uno shock da parte di un defibrillatore.
 
Il tempo per intervenire è strettissimo: le percentuali di sopravvivenza diminuiscono del 7-10% al minuto se non si interviene con il defibrillatore. Se una vittima di un arresto cardiaco non è defibrillata entro 10 minuti, le sue possibilità di sopravvivenza sono meno del 2%. Se il cuore non riparte entro i primi 5 minuti, il paziente può ricevere danni cerebrali irreversibili.

 

 

 

 

 

 
Può accadere di trovarsi a prestare soccorso ad una persona che ha appena subito un arresto cardiaco improvviso e ognuno di noi vorrebbe essere in grado di poterla aiutare: l’utilizzo un defibrillatore è l'unico trattamento efficace.
Attraverso l’implementazioni di progetti che prevedono una adeguata dislocazione di defibrillatori in postazioni opportunamente scelte, sono state raggiunte percentuali di sopravvivenza superiori al 50 per cento. I mezzi di soccorso, le ambulanze presenti sul territorio spesso per varie motivazioni non possono arrivare in tempo utile per soccorre una persona colpita da arresto cardiaco che necessita di un soccorso immediato. Studi clinici pubblicati mostrano che le percentuali tendono ad aumentare ulteriormente se si interviene sul paziente entro tre minuti dall'arresto cardiaco.

 

 

 

 

 

La legge n.120 del 3 aprile 2001 aveva dato via libera all'utilizzo del defibrillatore semiautomatico da parte del personale cosidetto "laico", cioè né medico, né infermieristico, con un corso di sole 4 ore.



LEGGE N. 120 DEL 3 APRILE 2001
UTILIZZO DEI DEFIBRILLATORI SEMIAUTOMATICI IN AMBITO EXTRAOSPEDALIERO
1. È consentito l'uso del defibrillatore semiautomatico in sede extraospedaliera anche al personale sanitario non medico, nonché al personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardio-polmonare.


Gli addetti al pronto intervento possono così apprendere, oltre alle manovre di Rianimazione Cardipolmonare (RCP) o Basic Life Support (BLS), anche l’utilizzo del defibrillatore semiautomatico (BLSD). Per tale ragione si sono sviluppati progetti di defibrillazione precoce sul territorio (PAD) fornendo defibrillatori nei luoghi chiave, laddove si riuniscono molte persone, dove la gente vive, lavora e si diverte.
Quando si è colpiti da arresto cardiaco si presentano le seguenti condizioni: la vittima è incosciente, non ha segni di circolazione sanguigna, non respira. Se non si interviene rapidamente il 90/95% delle persone colpite muore. L’intervento tramite il defibrillatore permette di erogare una scarica di corrente elettrica che colpisce il cuore in modo tale che riprenda un ritmo normale.
In caso di arresto cardiaco lo stato di incoscienza e l’assenza dei segni di circolazione sanguigna (assenza di polso) sono causate da aritmie potenzialmente mortali o anomalie del sistema elettrico del cuore che provocano la conseguente incapacità del cuore di pompare il sangue al cervello e in tutto il corpo in maniera efficace.
La defibrillazione è solo un aspetto della terapia medica necessaria per rianimare un paziente con un ritmo ECG da trattare. Secondo la situazione, altre misure di soccorso possono includere:
• Rianimazione Cardiopolmonare
• Somministrazione di ossigeno supplementare
• Terapia farmacologica
La catena di sopravvivenza rappresenta la sequenza di eventi che devono essere seguiti al fine di prevenire o trattare un episodio di arresto cardiaco improvviso. Si compone delle seguenti fasi:
Allarme Precoce (viene chiamato il 118 della struttura sanitaria locale ed attivato il
sistema di emergenza territoriale)
RCP Precoce (qualcuno opportunamente addestrato attua manovre di ventilazione e
compressione per sostenere le funzioni vitali, in attesa del defibrillatore)
Defibrillazione Precoce (il soccorritore addestrato all’utilizzo del defibrillatore eroga
uno shock al paziente prima possibile)
ACLS Precoce (il personale medico allertato con la chiamata al 118 fornisce le cure cardiache avanzate)
 
Allarme Precoce: Prima di tutto deve essere riconosciuta la situazione di emergenza, in modo tale che la persona che ha perso i sensi sia sottoposta ad un intervento da parte del soccorso territoriale. Non appena si riconosce la situazione di emergenza, si deve chiamare il numero del pronto intervento 118. Devono essere trasmesse tutte le informazioni che l’operatore del 118 richiede, in modo da collaborare a salvare una vita in pericolo.

 

 


 
 
Rianimazione Cardiopolmonare Precoce RCP o Basic Life Support BLS: Lo scopo delle manovre di rianimazione cardiopolmonare è il mantenimento della circolazione del sangue e dell’ossigeno nel corpo. Si interviene tramite le manovre di rianimazione cardiopolmonare effettuando compressioni toraciche alternate a ventilazioni (le nuove linee guida internazionali prevedono 30 compressioni al centro del torace del paziente alternate a 2 ventilazioni tramite respirazione bocca a bocca o tramite pallone rianimatore) in attesa dell’intervento con il defibrillatore che riattiva il sistema elettrico del cuore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Defibrillazione Precoce:

La defibrillazione è un metodo riconosciuto per interrompere determinate aritmie potenzialmente letali. Un defibrillatore a corrente continua eroga un breve impulso ad alta energia al muscolo cardiaco, i defibrillatori semiautomatici in particolare erogano questa energia attraverso elettrodi di defibrillazione monouso applicati al torace del paziente.

 

 

 

 

ACLS Precoce: In tale fase è previsto l’intervento dei soccorritori addestrati per il soccorso avanzato. In tale fase può essere prevista la somministrazione di farmaci e l’utilizzo di defibrillatori più avanzati che possono provvedere a funzioni terapeutiche e diagnostiche più complesse.

 

 

 

 
Le prime 3 fasi della catena della sopravvivenza sono spiegate in modo approfondito nei corsi BLSD sopraccitati.


Che cos’è un defibrillatore semiautomatico (DAE) ?


I defibrillatori sono dei dispositivi computerizzati semplici da utilizzarsi ma estremamente sicuri ed affidabili, che spiegano con comandi vocali e visivi al soccorritore come intervenire in caso di arresto cardiaco.

 

 

 

 

 

 

 
 
Il defibrillatore è un dispositivo che eroga una scossa elettrica al cuore attraverso piastre posizionate sul torace per riavviare il sistema elettrico del cuore. La defibrillazione esterna può essere eseguita per mezzo di un defibrillatore manuale esterno (utilizzabile solo da personale sanitario certificato) oppure un defibrillatore semiautomatico o automatico esterno (utilizzabile da chiunque con un corso della durata di sole 4 ore). L'erogazione di una scossa elettrica al cuore colpito da arresto cardiaco improvviso blocca brevemente tutta l'attività elettrica cardiaca. Questa breve "interruzione" dal caos elettrico precedente può essere sufficiente per riavviare il battito cardiaco al ritmo normale. Il defibrillatore semiautomatico è uno strumento estremamente semplice da utilizzare: analizza autonomamente il ritmo cardiaco del paziente e determina se è necessaria l'erogazione di uno shock. Le istruzioni vocali e/o su schermo guidano il soccorritore durante l’esecuzione delle procedure di rianimazione cardiaca. La maggior parte dei modelli a disposizione dispongono di solo 2 pulsanti: uno per l’accensione/spegnimento e uno per l’erogazione dello shock. Nei modelli senza visualizzazione dell’ECG non è necessario che il soccorritore interpreti l’ECG del paziente, in quanto il defibrillatore lo analizza automaticamente e decide esso stesso se il soccorritore deve erogare o non erogare lo shock. Il soccorritore deve solo applicare gli elettrodi adesivi sul torace del paziente come indicato su un disegno sugli elettrodi stessi. In caso di richiesta da parte del defibrillatore di erogazione di shock, il soccorritore dovrà premere il pulsante lampeggiante di erogazione shock (in caso di defibrillatore completamente automatico, il defibrillatore provvederà autonomamente ad erogare lo shock). Se la diagnosi da parte del defibrillatore non prevede l’erogazione dello shock, il defibrillatore è un dispositivo talmente sicuro che anche premendo accidentalmente il tasto di shock non viene erogata la scarica elettrica.
I defibrillatori sono estremamente intuitivi nel loro utilizzo, non è necessaria alcuna esperienza medica per saperli utilizzare: bastano pochi minuti di addestramento per imparare a salvare una vita umana. La sicurezza e l’affidabilità di tali strumenti è garantita da un controllo un controllo diagnostico interno regolare (giornaliero o settimanale) ed a prove di carica e scarica interna, a cui i defibrillatori provvedono in modo autonomo onde assicurare sempre la perfetta funzionalità con l’assenza di interventi e costi di manutenzione. Le dimensioni ridotte ed il peso contenuto fanno si che i dispositivi siano facilmente trasportabili; i defibrillatori hanno inoltre la possibilità di raccogliere i dati ECG e/o registrare l’audio ambiente in una memoria interna o memory card estraibile, in modo da poter avere una testimonianza dell’intervento di soccorso. Per l’utilizzo su bambini di età compresa tra 1 e 8 anni devono essere utilizzate piastre pediatriche o è necessario impostare i defibrillatori in modalità pediatrica.
I defibrillatori eseguono periodicamente (quotidianamente, settimanalmente, mensilmente, a seconda del modello) delle analisi automatiche; questa funzione effettua il collaudo dei circuiti più importanti del dispositivo per garantire all’operatore, con un alto livello di affidabilità, che il defibrillatore è pronto per l’uso. Se i defibrillatori rilevano con tali test dei problemi che necessitano di assistenza, compare il simbolo di manutenzione. Tale simbolo resta visibile finché il problema non viene risolto con l’intervento dell’assistenza tecnica.
Ricordarsi che il danneggiamento del dispositivo potrebbe causare il funzionamento non corretto dello stesso e causare lesioni sia al paziente che al soccorritore.
Questi autotest non eliminano la necessità di eseguire alcune semplici operazioni di manutenzione da svolgersi ad intervalli regolari e ogni volta che è stato utilizzato il defibrillatore (se il defibrillatore è utilizzato settimanalmente, si consigliano ispezioni quotidiane, se il defibrillatore è utilizzato mensilmente, si consigliano ispezioni settimanali).
 
Pulizia DAE

 
Pulire il dispositivo e i suoi accessori con spugna o panno umido: le sostanze consigliate sono alcol isopropilico, detergenti a base di ammoniaca, acqua insaponata (consultare  comunque i manuali di istruzione delle case produttrici);
Non aprire o smontare il dispositivo per effettuare la pulizia dello stesso;
Non sterilizzare il dispositivo o gli eventuali accessori, sia in autoclave che tramite sterilizzazione a gas;
Non immergere il DAE in acqua o in altri liquidi, né versare gli stessi sul dispositivo o sui suoi accessori;
Non utilizzare chetoni o materiali abrasivi sul dispositivo.
 
Dopo la pulizia del dispositivo, accenderlo affinché lo stesso effettui un autotest.
 
Manutenzione batteria
 
L’utilizzo di una batteria sottoposta a operazioni di manutenzione improprie può determinare un’interruzione di corrente senza preavviso.
Ricordarsi che, anche se il defibrillatore non viene utilizzato, per poter effettuare i test automatici e per poter visualizzare le icone per i controlli viene consumata energia che riduce la capacità della batteria.
Non esporre le batterie a temperature superiori a quelle indicate dai produttori, evitare qualsiasi collegamento elettrico tra i contatti della batteria.
Smaltire le batterie in conformità con le norme nazionali e locali.
Per mantenere una batteria non ricaricabile in buone condizioni, non tentare di ricaricarle.
Per le batterie ricaricabili, seguire la procedura come indicata nel manuale della casa produttrice.
Se tali condizioni non sono verificate, esiste il pericolo di esplosione, incendio o emissione di gas nocivo.
È sempre consigliabile avere a disposizione una batteria di scorta.
 
Elettrodi
 

Ispezionare la confezione degli elettrodi, verificando la data di scadenza: non utilizzare mai elettrodi scaduti. Inserire il connettore elettrodi saldamente nel connettore del defibrillatore (alcuni modelli presenti sul mercato hanno elettrodi preconnessi) e aprire la confezione degli elettrodi solo immediatamente prima dell'uso sul paziente. Dopo aver aperto la confezione, se si nota che il gel è asciugato o danneggiato, se gli elettrodi hanno evidenti segni di danno o se sono presenti corpi estranei, non utilizzare gli elettrodi.
É sempre consigliabile avere una coppia di elettrodi di scorta.





DECRETO 18 marzo 2011
 
Determinazione dei criteri e delle modalità di diffusione dei defibrillatori automatici esterni di cui all'articolo 2, comma 46, della legge n. 191/2009. (11A07053) (GU n. 129 del 6-6-2011 )
 
 
IL MINISTRO DELLA SALUTE

 
di concerto con il
 
IL MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE

 
 
Vista la legge del 3 aprile 2001, n. 120, recante norme sull'utilizzo dei defibrillatori in ambiente extraospedaliero;
Visto l'accordo Stato-Regioni del 27 febbraio 2003, che approva le «Linee guida per il rilascio dell'autorizzazione all'utilizzo extraospedaliero dei defibrillatori semiautomatici»;
Visto l'art. 2, comma 46, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale» (legge finanziaria 2010), che autorizza la spesa di 4
milioni di euro per l'anno 2010 e di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2011 e 2012 per favorire la diffusione di defibrillatori semiautomatici e automatici esterni, secondo i criteri e le modalità da individuare con decreto del Ministro della Salute, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, previa intesa con la Conferenza Unificata di cui all'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni;
Riconosciuto che la fibrillazione ventricolare e' causa rilevante di decessi sull'intero territorio nazionale e che la defibrillazione precoce rappresenta il sistema più efficace per garantire le
maggiori percentuali di sopravvivenza;
Rilevata l'opportunità di diffondere in modo capillare l'uso dei defibrillatori semiautomatici esterni sul territorio nazionale anche a personale non sanitario, opportunamente formato, nella convinzione
che l'utilizzo di tale apparecchiatura possa prevenire o quanto meno ridurre il numero di morti per arresto cardiocircolatorio;
Ritenuto di provvedere alla individuazione dei criteri e delle modalità per favorire la diffusione di defibrillatori semiautomatici confermando le indicazioni contenute nel documento approvato con
l'accordo Stato-Regioni del 27 febbraio 2003 «Linee guida per il rilascio dell'autorizzazione all'utilizzo extraospedaliero dei defibrillatori semiautomatici», nonché integrando tali indicazioni
con ulteriori criteri e modalità descritti in un apposito allegato A al presente decreto;
Ritenuto, altresì, di finalizzare le risorse di cui all'art. 2, comma 46, della legge 23 dicembre 2009 n. 191, al finanziamento di programmi regionali per favorire la diffusione di defibrillatori
semiautomatici;
Visto l'art. 2, comma 109, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 che ha abrogato, a decorrere dal 1° gennaio 2010, gli articoli 5 e 6 della legge 30 novembre 1989, n. 386 recante norme per il coordinamento della finanza della Regione Trentino-Alto Adige e delle Province Autonome di Trento e di Bolzano con la riforma tributaria, con ciò disponendo che dette Province Autonome non partecipano alla ripartizione di finanziamenti statali che per la relativa quota sono resi disponibili per essere destinati alle finalità di cui al comma 126 del medesimo articolo;
Acquisita l'intesa con la Conferenza Unificata di cui all'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, sancita nella seduta del 16 dicembre 2010 ai sensi del citato art. 2, comma 109, della legge 23 dicembre 2009, n. 191;

 

 


 
Decreta:
 
 
Art. 1
 
Finalità


 
1. La finalità del presente decreto è quella di individuare i criteri e le modalità per favorire la diffusione dei defibrillatori semiautomatici esterni e fissare i criteri per l' utilizzazione delle
risorse di cui all'art. 2, comma 46, della legge 23 dicembre 2009, n. 191.
2. Il presente decreto promuove la realizzazione di programmi regionali per la diffusione e l'utilizzo di defibrillatori semiautomatici esterni, indicando i criteri per l'individuazione dei luoghi, degli eventi, delle strutture e dei mezzi di trasporto dove deve essere garantita la disponibilità  dei defibrillatori semiautomatici esterni, nonché le modalità della formazione degli operatori addetti.


 
Art. 2


 
Programmi regionali per la diffusione dei defibrillatori semiautomatici esterni e relativo finanziamento
 

1. Le Regioni predispongono, nei limiti delle risorse previste dall'art. 2, comma 46, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, programmi per la diffusione dei defibrillatori semiautomatici esterni in base alle indicazioni contenute nel documento approvato con l'accordo Stato-Regioni del 27 febbraio 2003 «Linee guida per il rilascio dell'autorizzazione all'utilizzo extraospedaliero dei defibrillatori semiautomatici», nonché agli ulteriori criteri e modalità indicati nell'allegato A al presente decreto.
2. Le risorse previste dall'art. 2, comma 46, della legge 23 dicembre 2009, n 191, vengono ripartite per singola Regione e Provincia Autonoma secondo gli importi indicati nella tabella di cui
all'allegato B al presente decreto. Le quote individuate quali quote teoricamente spettanti alle Province di Trento e di Bolzano, in attuazione delle disposizioni recate dal citato art. 2, comma 109,
della legge 191/2009, sono rese disponibili per essere destinate alle finalità di cui al comma 126 del medesimo articolo;
La materiale erogazione degli importi di cui al comma 2 alla singola Regione e' subordinata:
a) per quanto attiene alle risorse relative all'anno 2010, alla presentazione da parte della singola Regione del programma di cui al comma 1 e alla sua valutazione positiva da parte del Comitato per la verifica dei livelli essenziali di assistenza di cui all'art. 9 dell'Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005, in base alla sua coerenza con i criteri e le modalità di cui al medesimo comma;
b) per quanto attiene alle risorse relative all'anno 2011, alla presentazione da parte della singola Regione di una relazione sulla prima attuazione del programma di cui al comma 1 e alla sua
valutazione positiva da parte dello stesso Comitato;
c) per quanto attiene alle risorse relative all' anno 2012, per una quota pari al 60 per cento alla presentazione, da parte della singola Regione di una relazione sulla prosecuzione dell'attuazione
del programma di cui al comma 1 e alla sua valutazione positiva da parte dello stesso Comitato, per la rimanente quota del 40 per cento alla presentazione da parte della singola Regione, di una relazione finale sul completamento dell'attuazione del programma e alla sua valutazione positiva, da parte del medesimo Comitato.
4. Le Province di Trento e di Bolzano provvedono alle finalità del presente decreto ai sensi dei rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione, a valere sulle proprie risorse finanziarie.
Delle azioni intraprese e degli obiettivi realizzati danno notizia al Ministero della Salute.
Il presente decreto sarà inviato ai competenti organi di controllo e sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
 
Roma, 18 marzo 2011
Il Ministro della salute
Fazio
Il Ministro dell'economia e delle finanze
Tremonti
 
Registrato alla Corte dei conti il 12 maggio 2011
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla persona e dei beni culturali, registro n. 5, foglio n. 392
 
 
 
Allegato A

 


 
A) Criteri e modalità già fissati dall'accordo Stato-Regioni del 27 febbraio 2003 «Linee guida per il rilascio dell'autorizzazione all'utilizzo extraospedaliero dei defibrillatori semiautomatici»
 
1.    Premessa
 
Il defibrillatore semiautomatico è un dispositivo medico che può essere utilizzato sia in strutture sanitarie sia in qualunque altro tipo di strutture, fisse o mobili, stabili o temporanee. L'affidabilità di tali apparecchiature (sia per specificità che per sensibilità), dove è automatico il solo riconoscimento della tipologia dell'aritmia ed il comando avviene per mano dell'operatore, deve consentire l'uso da parte di soggetti di cui all'art. 1, comma 1 della legge 3 aprile 2001, n. 120 e permette di effettuare le seguenti operazioni:
l'analisi automatica dell'attività elettrica del cuore d'una persona vittima di un arresto cardiocircolatorio al fine di interrompere una fibrillazione o tachicardia ventricolare;
il caricamento automatico dell'apparecchio quando l'analisi sopradescritta e' positiva al fine di giungere a ripristinare un ritmo cardiaco efficace, attraverso una sequenza di shock elettrici
esterni transtoracici, d'intensità appropriata, separati da intervalli di analisi. Gli intervalli di tempo, che devono separare gli shock, in caso di shock ripetuti, in accordo con le linee guida internazionali, sono programmati negli apparecchi e non sono accessibili agli utilizzatori non medici.
la registrazione dei tratti elettrocardiografici realizzati e dei dati di utilizzazione dell'apparecchio.
 
2. Criteri per l'utilizzo del defibrillatore semiautomatico
 
Nel rispetto della programmazione sanitaria delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e di Bolzano e di quanto previsto dall'art. 1 comma 2 della legge 3 aprile 2001, n. 120, vengono individuati i seguenti criteri:
a) accertamento della conformità alle norme in vigore, della funzionalità, della manutenzione e revisione periodica del defibrillatore semiautomatico da parte delle strutture che se ne dotano;
b) possesso, da parte di tutto il personale sanitario non medico, nonché del personale non sanitario, che utilizza il defibrillatore semiautomatico, di idonea formazione validata e sistematicamente verificata;
b1) la formazione ha l'obiettivo di permettere il funzionamento, in tutta sicurezza, del defibrillatore semiautomatico, per assicurare l'intervento sulle persone vittime di un arresto cardiocircolatorio.
L'operatore che somministra lo shock elettrico con il defibrillatore semiautomatico e' responsabile, non della corretta indicazione di somministrazione dello shock che e' determinato dall'apparecchio, ma della esecuzione di questa manovra in condizioni di sicurezza per lo stesso e per tutte le persone presenti intorno al paziente;
b2) i programmi di formazione ed aggiornamento e verifica, nonché l'accreditamento dei formatori e la relativa certificazione, sono definiti dalle Regioni e dalle Province Autonome, sentiti i
comitati tecnici regionali per l'emergenza;
b3) la formazione, il cui programma e' specificato successivamente, deve essere dispensata, sotto la responsabilità di un medico, da istruttori qualificati.
b4) i candidati, prima di conseguire l'attestato di formazione all'uso del defibrillatore semiautomatico devono sottoporsi ad una prova pratica (e, se necessario, anche teorica) che ne valuti la preparazione su:
a) il riconoscimento di un arresto cardiocircolatorio;
b) la messa in atto dei metodi di rianimazione di base (in accordo con le linee guida internazionali) in relazione agli ambiti di utilizzo;
c) il ricorso al defibrillatore semiautomatico per l'analisi dell'attività elettrica cardiaca;
d) l'applicazione, in sicurezza, di una sequenza di scariche di defibrillazione;
e) la presenza di anomalie di funzionamento dell'apparecchio.
A seguito del superamento della prova viene rilasciata, ad ogni candidato che ha frequentato il corso, da parte del centro di formazione, un'attestazione di formazione all'uso del defibrillatore
semiautomatico.
b5) La formazione iniziale deve prevedere:
1) la conoscenza dei metodi di rianimazione cardiopolmonare di base (in accordo con le linee guida internazionali);
2) una parte teorica avente ad oggetto: finalità della defibrillazione precoce, elementi fondamentali di funzionalità cardiaca, pericoli e precauzioni per i pazienti e per il personale, presentazione e descrizione dell'apparecchio, alimentazione, uso e manutenzione, modalità di messa in opera e dimostrazione da parte del formatore;
3) una parte pratica relativa a: messa in opera sul manichino della sequenza di rianimazione cardiopolmonare e defibrillazione semiautomatica, raccolta dei dati registrati e analisi dell'intervento.
c) Le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, attraverso le aziende sanitarie locali od ospedaliere, sedi di 118 o territorialmente competenti, effettuano la verifica ed il controllo
di qualita' delle prestazioni, anche mediante l'istituzione di un apposito registro epidemiologico.
Il soggetto autorizzato e' tenuto a comunicare immediatamente, secondo modalità indicate dalle Regioni e Province Autonome, l'utilizzo del defibrillatore semiautomatico, al fine di garantire la
catena della sopravvivenza.
d) L'autorizzazione all'uso del defibrillatore semiautomatico, in sede extra ospedaliera, è nominativa ed ha la durata di dodici mesi.
Il rinnovo di autorizzazione all'uso del defibrillatore semiautomatico e' accordato, ogni dodici mesi, previa verifica della permanenza dei criteri autorizzativi.
e) Presso le aziende sanitarie locali e le aziende ospedaliere e' depositato l'elenco dei defibrillatori semiautomatici con la specifica del modello e della sede ove sono disponibili, nonché l'elenco delle persone che possono utilizzare.
 
B) Ulteriori criteri e modalità per la diffusione dei defibrillatori semiautomatici esterni
 
1.    Criteri per la distribuzione dei defibrillatori semiautomatici esterni

 
La diffusione graduale ma capillare dei defibrillatori semiautomatici esterni deve avvenire mediante una distribuzione strategica in modo tale da costituire una rete di defibrillatori in grado di favorire la defibrillazione entro quattro/cinque minuti dall'arresto cardiaco, se necessario prima dell'intervento dei mezzi di soccorso sanitari.
La collocazione ottimale dei defibrillatori deve essere determinata in modo che gli stessi siano equidistanti da un punto di vista temporale rispetto ai luoghi di potenziale utilizzo. In particolare, sono da collocare in luoghi di aggregazione cittadina e di grande frequentazione o ad alto afflusso turistico, in strutture dove si registra un grande afflusso di pubblico e, in genere, ove sia più attesa l'incidenza di arresti cardiaci, tenendo conto comunque della distanza dalle sedi del sistema di emergenza. Sulla base di tale criteri, devono essere identificate nel territorio regionale le seguenti aree:
aree con particolare afflusso di pubblico;
aree con particolari specificità come luoghi isolati e zone disagiate (montagna, piccole isole), pur se a bassa densità di popolazione.
Va pertanto valutata, sulla base dell'afflusso di utenti e di dati epidemiologici ed in base a specifici progetti, l'opportunità di dotare di defibrillatori semiautomatici esterni i seguenti luoghi e strutture:
luoghi in cui si pratica attività sanitaria e sociosanitaria:
strutture sanitarie e sociosanitarie residenziali e semiresidenziali autorizzate, poliambulatori, ambulatori dei medici di medicina generale;
luoghi in cui si pratica attività ricreativa ludica, sportiva agonistica e non agonistica anche a livello dilettantistico:
auditorium, cinema, teatri, parchi divertimento, discoteche, sale gioco e strutture ricreative, stadi, centri sportivi;
luoghi dove vi e' presenza di elevati flussi di persone o attività a rischio: grandi e piccoli scali per mezzi di trasporto aerei, ferroviari e marittimi, strutture industriali;
luoghi che richiamano un'alta affluenza di persone e sono caratterizzati da picchi notevoli di frequentazione: centri commerciali, ipermercati, grandi magazzini, alberghi, ristoranti, stabilimenti balneari e stazioni sciistiche;
strutture sede di istituti penitenziari, istituti penali per i minori, centri di permanenza temporanea e assistenza;
strutture di Enti pubblici: scuole, università, uffici;
postazioni estemporanee per manifestazioni o eventi artistici, sportivi, civili, religiosi;
le farmacie, per l'alta affluenza di persone e la capillare diffusione nei centri urbani che le rendono di fatto punti di riferimento in caso di emergenze sul territorio.
 
I defibrillatori devono essere collocati in posti facili da raggiungere e con un cartello che ne indichi la presenza con la dicitura ed il simbolo del defibrillatore semiautomatico esterno ben visibile; le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano possono autorizzare l'installazione di un sistema automatico di allertamento del 118.
In via prioritaria devono essere dotati di defibrillatori semiautomatici esterni a bordo, durante il servizio attivo, i seguenti mezzi:
1. mezzi di soccorso sanitario a disposizione del sistema di emergenza territoriale 118;
2. mezzi di soccorso sanitario appartenenti alle organizzazioni di volontariato, alla Croce Rossa Italiana ed al Dipartimento della Protezione Civile;
3. mezzi aerei e navali adibiti al soccorso e al trasporto degli infermi;
4. ambulanze di soggetti pubblici e privati che effettuano servizio di assistenza e trasporto sanitario.
Inoltre, può essere opportuno dotare di defibrillatori semiautomatici esterni i mezzi destinati agli interventi di emergenza della Polizia di Stato, dell'Arma dei Carabinieri, del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, del Corpo forestale dello Stato, del Corpo della Guardia di Finanza, della Polizia locale, del Soccorso alpino e speleologico, delle Capitanerie di Porto.
 
1.    Modalità di allocazione dei defibrillatori semiautomatici esterni
 
Nell'ambito della programmazione della distribuzione dei defibrillatori semiautomatici esterni sul territorio, le Regioni predispongono piani che individuano specifiche priorità di allocazione dei dispositivi, compatibilmente con le risorse economiche a disposizione e sulla base della contestuale attività di formazione e addestramento all'uso degli operatori e dei cittadini, fermo restando che, ai fini dello svolgimento dell'attività istituzionale, devono essere dotati di defibrillatori semiautomatici esterni prioritariamente tutti i mezzi di soccorso di base del sistema di emergenza territoriale e le strutture di emergenza, compresi i mezzi delle associazioni di volontariato o privati che operano nell'ambito del sistema stesso.
Inoltre, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, attraverso le proprie organizzazioni dell'emergenza territoriale 118, valutano progetti di acquisizione di defibrillatori semiautomatici
esterni con fondi privati, nonché le attività per le quali il soggetto esercente e' tenuto a dotarsi a proprie spese di defibrillatori semiautomatici esterni.
Le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano predispongono piani di comunicazione per sensibilizzare la popolazione alle potenzialità e all'uso dei defibrillatori semiautomatici esterni, anche avvalendosi della rete delle farmacie come centri di educazione sanitaria.
 
3. Attività formativa
 
I corsi di formazione ed addestramento hanno l'obiettivo di divulgare il più possibile tra la popolazione la conoscenza dell'utilità dell'uso dei defibrillatori semiautomatici esterni sulle persone colpite da arresto cardiocircolatorio, nonché di permetterne l'utilizzo in piena sicurezza.
Le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, anche avvalendosi delle proprie organizzazioni dell'emergenza territoriale 118, provvedono a disciplinare l'erogazione dei corsi di formazione e di addestramento in Supporto Vitale di Base - Defibrillazione (Basic Life Support - Defibrillation) per i soccorritori non medici e a definire i programmi di formazione, aggiornamento e verifica, le modalità di certificazione ed i criteri di accreditamento dei centri di formazione.
Tali corsi sono svolti in conformità alle linee guida stabilite in materia con l'Accordo tra il Ministro della Salute, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano del 27 febbraio 2003,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 71, del 26 marzo 2003, nonché in conformità alle linee guida internazionali vigenti in materia. Le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano, al fine
di rendere uniformi le modalità di erogazione ed il livello di formazione dei corsi, affidano la loro realizzazione alle centrali operative del sistema di emergenza 118 ed ai centri di formazione
accreditati di altre strutture del Servizio Sanitario Regionale, delle Università, degli Ordini professionali sanitari, delle organizzazioni medico-scientifiche di rilevanza nazionale, della Croce Rossa Italiana e delle Associazioni di volontariato nazionali e regionali operanti in ambito sanitario, degli Enti pubblici che hanno come fine istituzionale la sicurezza del cittadino, nonché di altri
soggetti pubblici e privati operanti in ambito sanitario che dispongono di un'adeguata struttura di formazione. Le Regioni definiscono le modalità di retraining degli operatori
abilitati, da effettuarsi ogni 24 mesi. L'autorizzazione all'impiego del defibrillatore è riconosciuta
su tutto il territorio nazionale.
 
4. Registrazione dei defibrillatori semiautomatici esterni e coordinamento attività
 
Ai fini della sorveglianza del rispetto della normativa di esercizio relativa alle apparecchiature elettromedicali, la detenzione del defibrillatore semiautomatico esterno deve essere comunicata alla struttura del Servizio Sanitario Regionale individuata allo scopo dalle Regioni e Province Autonome. Le informazioni relative ai defibrillatori semiautomatici esterni presenti sul territorio vengono messe a disposizione delle centrali operative 118 di riferimento. Il coordinamento delle attività di defibrillazione e' effettuato dalle centrali operative 118 competenti per territorio.
Le centrali operative dispongono di tutte le informazioni relative alla dislocazione dei defibrillatori semiautomatici esterni, sia per intervenire tempestivamente sul luogo dell'evento in caso di
segnalazione di utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno, sia per il monitoraggio delle attività di defibrillazione, anche ai fini della loro manutenzione.
Le Regioni e le Province Autonome dispongono delle informazioni relative all'acquisizione, registrazione e utilizzo dei defibrillatori semiautomatici esterni sul territorio.

DEFIBRILLAZIONE, ISTRUZIONI PER L’USO

Cos’è il defibrillatore semiautomatico? A cosa serve? Quando si usa? Chi lo può utilizzare? Abbiamo raccolto tutte le domande sul tema “defibrillazione”. Con le risposte dei nostri esperti e un video che racconta le fasi di un corretto intervento di soccorso.
 
 
Quante sono le persone ogni anno colpite da arresto cardiaco improvviso?
In Italia le malattie cardiovascolari sono la causa di oltre il 41% dei decessi mentre le morti cardiache improvvise, in cui il decesso avviene entro un’ora dall’insorgenza dei sintomi, colpiscono ogni anno tra i 45.000 e i 60.000 italiani.
I fattori che incidono positivamente sulle probabilità di sopravvivenza delle vittime sono strettamente dipendenti dalla precocità di intervento, dal ritmo sottostante e dal successivo trattamento. Si sottolinea come un inizio precoce delle manovre di rianimazione sia una condizione necessaria per salvare la vita di una persona.
 
 
Cosa è un Defibrillatore Semiautomatico Esterno (DAE) ?


Un DAE è una macchina di piccole dimensioni che contiene al suo interno due piastre adesive in grado di rilevare le alterazioni dell’attività elettrica del cuore ed erogare una scarica elettrica quando necessario.
 
 
È composto da una corpo centrale, il cervello dell’apparato, in grado di analizzare i dati trasmessi grazie alle piastre e fornire indicazioni vocali all’utente che lo sta utilizzando in merito alle procedure da mettere in atto.


 
Come funziona un defibrillatore ?


Quando il DAE, dopo esser stato applicato alla vittima in arresto cardiaco, riconosce una fibrillazione ventricolare, che è un’aritmia maligna del cuore, eroga una scarica elettrica che resetta il muscolo cardiaco e ne interrompe l’aritmia. In caso di emergenza il soccorritore applicherà le piastre al torace della vittima: il defibrillatore a questo punto effettua un’analisi del ritmo cardiaco e consiglia al soccorritore, tramite una voce guida elettronica, come proseguire.
 
5 fasi essenziali da seguire quando si utilizza un DAE:
•    • Accendere il dispositivo;
•    • Collegare i cavi delle piastre al defibrillatore;
•    • Attaccare le piastre adesive sul torace del paziente;
•    • Consentire l’analisi del ritmo;
•    • Premere il pulsante shock se espressamente indicato dalla macchina.
 
 
Perché utilizzare un defibrillatore ?


Nel caso di arresto cardiaco improvviso non esiste un trattamento che possa agire direttamente sulla fibrillazione ventricolare, che è una anomalia elettrica del cuore, se non l’erogazione di corrente elettrica da parte del defibrillatore. Il massaggio cardiaco svolge una funzione di supporto alla circolazione ma non interrompe la fibrillazione.
 
 
Utilizzare il DAE è una manovra difficile oppure sono tutti in grado di farla ?


I DAE sono semplici da utilizzare in quanto è la macchina stessa che, attraverso una voce elettronica, guida passo per passo l’operatore. Il DAE stabilisce se è necessario erogare la scarica elettrica e suggerisce con messaggi vocali le successive modalità di intervento sulla vittima.
È sempre importante ricordare come la sola defibrillazione possa avere un’efficacia limitata: è importante che venga associata anche ad un corretto massaggio cardiaco.
 
 
Vi sono alcune limitazioni nell’utilizzo del DAE ?


Sì. In accordo con la normativa vigente, la principale condizione nell’utilizzo del DAE è il superamento di un breve corso di qualificazione che insegna le modalità di utilizzo dell’apparecchio. In termini di età non esiste alcuna limitazione ovvero non occorre essere maggiorenni per poterlo utilizzare.
 
 
Per utilizzare correttamente il DAE occorre essere guidati da parte degli operatori del 118 ?


Occorre precisare che, in qualsiasi caso, è necessario, prima di tutto, effettuare la chiamata di emergenza al numero 118 per l’attivazione immediata dei soccorsi. Nel caso una persona non abbia sostenuto il corso, saranno gli operatori della centrale a guidarla nell’effettuazione del massaggio cardiaco in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Al contrario, se una persona ha effettuato e superato il corso di rianimazione cardiopolmonare di base con l’uso di un DAE, potrebbe riuscire autonomamente a gestire il primo soccorso. È fondamentale però che vi sia il costante collegamento con l’operatore del 118.
 
Dopo quanto tempo dall’arresto cardiaco la vittima deve essere sottoposta alle pratiche di rianimazione?
Sulla vittima occorre intervenire il prima possibile in quanto bisogna considerare che un arresto cardiaco, non prontamente trattato, comporta, entro 10 minuti, danni cerebrali irreversibili.
 
 
Vi sono precauzioni da tenere presenti quando si utilizza il DAE ?


Sì. La persona alla quale viene erogata la scarica del DAE non deve essere bagnata in quanto potrebbe verificarsi una dispersione di corrente elettrica; si raccomanda pertanto di asciugare il torace della vittima prima di procedere alla defibrillazione.
La persona che invece utilizza il DAE ed effettua la procedura di defibrillazione deve sincerarsi di non essere a contatto con la vittima. Potrà tornare a toccare la vittima solo dopo che la macchina avrà emesso l’apposito segnale acustico di termine procedura.
 
 
Il DAE è sempre efficace? Quanto è affidabile ?


In un paziente in arresto cardiaco non necessariamente deve essere erogata la scarica dal defibrillatore. Quando è presente una fibrillazione ventricolare il DAE decide di erogare la scarica elettrica, ma ciò non equivale sistematicamente ad un ripristino dell’attività cardiaca spontanea. L’utilizzo del DAE è solo un primo passo, occorre poi proseguire con le manovre di rianimazione cardiopolmonare.
In termini di affidabilità i DAE hanno raggiunto un grado assai elevato di precisione permettendone l’utilizzo anche ad operatori non sanitari e poco esperti.
 
 
Quale legame intercorre tra defibrillazione e massaggio cardiaco ?


Sono manovre e procedure legate tra loro. In caso di arresto cardiaco il solo massaggio non permette al ritmo del cuore di essere riconvertito, ma permette di mantenere un’irrorazione sia del cuore che del cervello. Grazie alla rianimazione le cellule sono in grado di avere una certa energia in quanto ricevono sangue ossigenato. La fibrillazione, che è una alterazione elettrica, ha bisogno di un intervento di tipo elettrico per essere riconvertita.
 
 
 
 
È necessario un corso per utilizzare il DAE ?


Sì. Per l’utilizzo è previsto un breve corso al termine del quale, superata una prova, viene rilasciato un certificato.
 
 
Quanto dura un corso che insegna come utilizzare un DAE? Quali argomenti vengono trattati? Dove si svolgono?
La durata del corso è molto breve, complessivamente 5 ore. Gli argomenti sono: riconoscimento delle condizioni di arresto (criteri di identificazione dell’arresto cardiaco), manovre di rianimazione di base (apertura delle via aeree e controllo del respiro), massaggio cardiaco e supporto alla circolazione, funzionamento e utilizzo del DAE. Le centrali operative del 118 gestiscono in prima persona la formazione e stabiliscono i luoghi dove avvengono i corsi.
 
 
Dove posso trovare oggi un DAE ?


Attualmente i DAE si possono trovare anche in luoghi pubblici come stazioni ferroviarie, aeroporti, centri commerciali, centri sportivi, piste da sci oppure presso aziende o fabbriche. È in sviluppo un progetto che prevede l’installazione anche presso delle farmacie soprattutto in aree rurali.
Sono contenuti all’interno di teche o custodie segnalate dall’apposito segnale di colore verde e bianco.
 
Come riconosco la presenza di un DAE ?


Nei luoghi pubblici i DAE sono facilmente riconoscibili grazie ad una segnaletica semplice e universalmente riconosciuta; è stato disegnato un simbolo riconoscibile a livello europeo che consente di identificare rapidamente il luogo dove viene conservato il DAE.
 
 
Quanti sono i DAE presenti ad oggi in Lombardia ?


Oggi sono presenti sul territorio lombardo circa 710 DAE di cui 600 in sedi fisse e altri 110 in postazioni mobili, ad esempio nei mezzi della Polizia di Stato, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Guardia Costiera ecc. Con il progetto “A prova di cuore” si prevede di superare di gran lunga tale numero anche grazie all’orientamento di alcuni privati che hanno deciso di acquistarli per posizionarli all’interno delle loro aziende. Una diffusione e una presenza sempre più capillare, affiancata ad una conoscenza delle tecniche di rianimazione cardiopolmonare possono aiutare le persone ad aiutarsi l’una l’altra e gestire efficacemente situazioni di emergenza.
 
Cosa è la catena della sopravvivenza ?


Viene chiama catena della sopravvivenza un insieme di procedure, strettamente interconnesse, che permettono di gestire nella modalità corretta l’arresto cardiaco.
Si divide in quattro fasi concatenate tra loro:
•    • Riconoscimento precoce dell’arresto cardiaco e attivazione immediata del sistema di soccorso di emergenza
•    • Inizio della rianimazione cardiopolmonare precoce
•    • Defibrillazione precoce
•    • Inizio del soccorso avanzato e trattamento post rianimatorio

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato da: Dr. Mauro Di Marino

 


 

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